La brava modella sa mettersi in posa.
Quando si muove sul set non si muove a casaccio, anche se apparentemente quei movimenti paiono stupide movenze da smorfiosa, usati per sembrare dive al centro dell’attenzione.
La modella professionista ha studiato.
Forse non conoscerà la regola fondamentale del Quadrato della distanza della Luce (che tutti i ritrattisti conoscono, vero?) ma indubbio si è fatta un mazzo tanto per memorizzare quantomeno le pose fondamentali.
Sì, esistono pose codificate che sono una manna dal cielo quando ci troviamo di fronte alla ragazza di turno con cui ci stiamo provando, mentre ci atteggiamo a fotografi professionisti.
Ovviamente abbiamo appena convinto la malcapitata a farci da modella.
Marpionismo a parte, le pose di base sono un utile strumento per il ritrattista, sia che ci si trovi in studio, sia che ci si trovi a casa della sposa un paio d’ore prima del matrimonio.
E la zia grassa col doppio mento che vuole la foto?
Se avete intenzione di ritrarla frontalmente, in presa ad una boterica mania fate pure, ma dubito che dopo aver visto il risultato vi farà pubblicità per futuri matrimoni.
Nella storia delle arti figurative, nei secoli, l’uomo ha creato e perfezionato dei modelli di posa per il corpo umano; dalle statue del Classicismo Greco al Futurismo stesso, il modo accademico di posare il corpo umano non ha subito variazioni.
C’è una tendenza fra molti fotografi ad ignorare l’arte della posa.
(Effettivamente c’è anche una tendenza ad ignorare l’esistenza del libretto delle istruzioni del flash.)
A meno che non abbiate una solida esperienza in ritratti, sconsiglio di improvvisarvi coreografi in sala pose. Al massimo integrate con le vostre idee.
Questa ovviamente è una linea guida, non è oro colato.
Parliamo della figura intera, uomini e donne in piedi (c’è anche un modo di posare seduti).
Non posizionate il vostro modello/a frontalmente!
Il corpo del soggetto andrebbe ruotato leggermente, una via di mezzo fra completamente frontale e completamente di profilo. Diciamo fra 30° e 45°.
Ciò aiuta a ridurre la dimensione apparente del soggetto, snellendolo di conseguenza.
Ora non ci resta che spostare il peso del corpo sulla gamba posteriore, ovvero la gamba più lontana dalla macchina fotografica.
Lo spostamento del peso fa sì che la linea ideale che congiunge le spalle si inclini, divenga obliqua e non sia parallela al pavimento.
La combinazione di tutto ciò, posiziona il corpo in una “stance” gradevole e rilassata.
L’ultimo accorgimento è ciò che differenzia una così detta Mascoline Pose da una Femminine Pose.
Il maschio inclini leggermente la testa verso la spalla più lontana rispetto alla macchina fotografica.
Ciò rende il soggetto leggermente imperativo.
Per le donne procederemo in maniera opposta: la testa va inclinata verso la spalla più vicina alla macchina fotografica, per disegnare una figura maggiormente ammiccante.
In realtà entrambi i tipi di pose sono adatte per la donna, anche se in genere si predilige la Femminine Pose.
Per la posizione di braccia e mani è necessario un capitolo a parte.
Questa è solo la punta dell’iceberg.